I Pacifici di Roncà scrivono ai potenti del mondo

I Pacifici di Roncà scrivono ai potenti del mondo

Aprile 2, 2026 Off Di Carovana dei Pacifici

All’ingresso della scuola Media “Ceolin” di Roncà un pannello multicolore, che ritrae i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, accoglie ogni giorno con benevolenza alunni e insegnanti. Accanto ai ritratti dei due magistrati uccisi dalla mafia campeggiano a lettere cubitali le parole LEGALITA’ e GIUSTIZIA, insieme ad altre, non meno importanti: uguaglianza, valori, dignità, solidarietà, diritti, pace.

In questi giorni, proprio sulla ricerca del significato delle parole adoperate frequentemente, ragazze e ragazzi di tutte le classi hanno proseguito il cammino di educazione alla cittadinanza attiva, insieme alla Carovana dei Pacifici, affrontando il tema complesso delle guerre presenti così numerose nel mondo. Punto di partenza sono state le conversazioni sui conflitti personali, vissuti a scuola, in famiglia e nella comunità, e la lettura della storia di Cecilia e Gino Strada “Il mago linguaggio”: un buon pretesto per riflettere sulle tante, troppe parole che “gli abitanti della Terra usano a capocchia”, cioè in modo bislacco e superficiale, spesso senza conoscerne il significato preciso, cosicché le parole non indicano più la stessa cosa per tutti.

Nella storia, infatti, si dice che: “A volte, addirittura, i potenti della terra chiamano “operazione di pace” quella che, in realtà, è un’operazione di guerra: dicono proprio il contrario di quello che in realtà intendono”.Proprio perché le parole sono importanti e, se si cambiano, si cambia anche il mondo, i ragazzi hanno analizzato il significato e le conseguenze dell’uso di parole pesanti, offensive e violente che erigono muri, sostituendole con termini gentili, accoglienti e leggeri per costruire relazioni serene. Lo scorso anno avevano ustilizzato parole chiare nello scrivere alcune lettere di pace ai potenti, raccogliendo l’appello “La Flotilla dei bambini e dei ragazzi del mondo” lanciato a tutte le scuole dal Movimento di Cooperazione Educativa.

“A Novembre – scrive Alessandro nel giornalino scolastico Look Okkio alla Skuola – ogni classe, dalle quarte elementari alle terze medie, ha scritto una Lettera di Pace a personaggi importanti: ai Presidenti della Repubblica Sergio Mattarella e del Consiglio Giorgia Meloni, a Ursula Von der Leyen della Commissione Europea, ai capi di Stato Donald Trump e Vladimir Putin, a Papa Leone XIV e al Primo Ministro d’Israele Benjamin Netanyahu”.

Nel testo della classe 1^B si legge:“Siamo preoccupati che la guerra un giorno arrivi qui in Italia, troviamo ingiusto che i bambini della nostra età vivano senza la fortuna che abbiamo noi… Vorremmo fare qualcosa, ecco perché chiediamo il vostro aiuto. La Costituzione, che è alla base di tutte le nostre leggi, afferma all’Articolo 11 che “L’Italia ripudia la guerra”: significa non solo non praticarla, ma anche non alimentarla fornendo le armi o dicendo chiaramente che è sbagliato farla. Vi chiediamo allora di parlare con i capi degli Stati in guerra per chiedere l’interruzione dei conflitti… Vi chiediamo inoltre di usare i soldi per scopi diversi: ad esempio, per l’istruzione e la cultura, per la salute e la ricerca scientifica…”

In attesa di ricevere una risposta, gli alunni hanno realizzato le proprie sagome pacifiche; usciranno dalla scuola, il prossimo 9 maggio, per camminare nelle vie del paese portando ai cittadini i pacifici di carta e tanti altri messaggi di pace. C’è speranza se ciò accade in una piccola scuola di provincia. Una scuola aperta al mondo, presidio di democrazia, dove al cancello d’ingresso è appeso lo striscione di Emergency con la scritta: “Questa scuola R1PUD1A la guerra”.

Luciana Bertinato