La pace si costruisce insieme
Storia del murales Forti
Cronaca della tappa finale di un progetto che ha preso le ali… Bambini, insegnanti e volontari insieme per trasformare l’entrata dell’edificio in un manifesto di colori, relazioni e rispetto per l’ambiente.

Se in questi giorni avete varcato il cancello delle Forti, avrete sicuramente notato un’esplosione di colori! Quello che era un semplice muro esterno è diventato una tela speciale: il gran finale di un percorso dedicato alla pace in tutte le sue forme. Questa “porta aperta sul mondo” è un invito a camminare con fiducia e racchiude i grandi temi affrontati quest’anno con i bambini: la cura della Terra, il rispetto della diversità e il valore dei piccoli gesti quotidiani legati a sostenibilità, salute, multiculturalità e solidarietà.
Un sentito ringraziamento va alle associazioni che, a titolo gratuito, ci hanno accompagnato in questo viaggio: La Carovana dei Pacifici con Luciana Bertinato che ci ha seguito con affetto e attenzione a distanza, sulla scia della sempre attuale strada tracciata da Mario Lodi. Azione Comunitaria e Pangea (per il percorso su Mandela e la Costituzione) Intercultura, Cestim e gli Angeli del Bello, Plastic Free, Fevoss – Faber Academy e Medici senza Frontiere e Per un mondo Migliore.




La bellezza del murales che sta quindi nel messaggio nato poco alla volta nei pensieri, nei gesti di interesse e apertura all’altro e nella storia della sua realizzazione pratica: un vero e proprio cantiere di cittadinanza attiva che ha visto diverse forze in gioco: – il lavoro straordinario di un gruppo di genitori: a loro va un ringraziamento speciale per aver preparato il “campo base”. Provvisti di scale, di rulli e pennelli, hanno steso la base bianca sul muro e avviato l’impegnativa tinteggiatura delle ringhiere. – l’energia dei bambini sia nella fase di progettazione (tante le idee, i disegni proposti di cui si è tenuto conto!) che di pittura a più mani. Ogni classe, assieme alle insegnanti, ha dato il suo contributo, il proprio tocco di entusiasmo, imparando ad ascoltare, a vedere e immaginare, seguendo istruzioni, aspettando il proprio turno. – la fondamentale presenza dell’associazione di volontariato “Per un mondo migliore” che ha guidato e coordinato questo splendido e vivace lavoro di squadra con competenza, immensa pazienza, traducendo le esperienze, gli insegnamenti appresi in classe in un messaggio universale.
Questo percorso ci consegna una grande lezione: la pace non è un concetto astratto, ma qualcosa che si costruisce insieme e continua nel tempo, a cominciare dalla cura dei luoghi che abitiamo e dallo spirito di accoglienza e partecipazione che generiamo. Aver collaborato per rendere più bello e ospitale l’ingresso della nostra scuola è stato il modo più concreto per dimostrarlo. La classe 4A ha avuto la possibilità di raccontare tutto questo e le lettere di pace scritte al sindaco e al presidente Mattarella, partecipando con una vivace presentazione a ad un webinar dal titolo “Facciamo la Pace a…” promosso il 26 maggio dal Movimento di Cooperazione Educativa. Fare rete, confrontarsi e muoversi insieme ad altre scuole d’Italia e di un contesto sempre più grande dentro questo comune orizzonte è di grande aiuto! Il filosofo, sociologo e antropologo Edgar Morin di recente ricordava “Bisogna creare delle oasi di resistenza fondate sulla fraternità, sulla solidarietà umana, sul rifiuto dell’egoismo imperante (…) La missione dell’insegnamento non è quella di trasmettere il puro sapere, ma una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione e di aiutarci a vivere, l’arte di vivere”.
Maddalena Perlini con il gruppo docenti della scuola Forti