Marcia della Pace: il racconto di una maestra

Marcia della Pace: il racconto di una maestra

Ottobre 14, 2025 Off Di Carovana dei Pacifici

Tra un passo e una sosta, durante il cammino della PerugiAssisi, i piccoli Marina e Gioele hanno regalato cinquecento sagome pacifiche di carta a chi incontravano sulla strada verso Assisi. Marciare insieme verso la rocca donava il senso di un’esperienza di umanità ritrovata, uno straordinario movimento di persone sorridenti, riflessive e tutte con lo scopo di risvegliare le coscienze e difendere i diritti umani. Festeggiare il nostro decimo compleanno ritrovandoci insieme sulle tracce della pace è stata per noi un’occasione intensa e ricca di emozioni.

Tra le migliaia di persone (200.000), bambine e bambini (2000) incontrati…abbiamo raccolto il racconto di una maestra della Scuola Primaria “A. Forti” di Verona, che ha camminato portando con sé i pacifici realizzati dagli alunni della sua scuola.

“Alla Marcia della Pace di domenica scorsa, ho camminato con i miei piccoli Pacifici di carta verso Assisi, li ho chiamati per nome, li ho fatti conoscere, li ho affidati ad altre mani, ne ho incontrati altri. Che meraviglia! “Quanti colori! Quanta strada!”. “Eccoli lì i nostri Pacifici. Sì, son loro! Chi vi portava per mano, al collo, vi chiamava per nome”, racconto ai bambini della classe: “Vi son fischiate le orecchie, ogni tanto?”

Oggi a scuola restituisco la Carovana al davanzale della finestra, leggiamo le firme, i messaggi di chi li ha tenuti con sé lungo il cammino e consegnati con gratitudine. Gli occhi si soffermano sui dettagli, sulle parole e su un Pacifico nuovo, trovato lungo la marcia.”Il mio non ha fatto ritorno!” esclama A. “Anche la mia, come mai?” “La fatica condivisa è come un motore, mista a tenacia, compassione. A volte può incepparsi qualcosa, oppure si ferma un po’, laddove riesce ad arrivare…”. Improvviso.

Ci piacciono le ipotesi.“Assisi è troppo bella per andarsene via!” scherza divertita una bambina. “Forse alcuni son finiti in altre città e scuole. Si son fatti nuovi amici”. I Pacifici “perduti” torneranno alla luce, vestiti di nuovi abiti. Promesso! La pace, del resto, chiede continuamente questo: ricostruire le condizioni che le permettono di essere abitata sempre più, con consapevolezza, coraggio. E metodo.

“Metteremo alle nostre sagome un sostegno dietro, le incolleremo meglio…”, continuano loro.Essere Pacifici: quando? Per risolvere cosa? “E se creassimo l’avatar del fratello, della mamma? Quando alzano la voce, si mettono il loro Pacifico al collo, sul cuore, per parlarsi diversamente…al tavolo della pace.”

L’invito è chiaro: recuperare la nostra soggettività dove è più difficile, dentro un’umanità che pare proprio smarrita. E mi torna in mente quel titolo “Alzarsi all’alba”… Ricominciamo da noi, insieme, un passo alla volta. Questo è un progetto che continua a fiorire e ad ispirare.

Maddalena Perlini

Insegnanti, colleghe coinvolte nel percorso: Mariagiovanna Spiteri, Chiara Scarpi, Filomena Forciniti, Adele Mangini, Vincenza Filippo, Roberta Zorzi, Lumita Tudosa, Valentina Verona e assistente Maria Rita Bogoni.

Classi 4 A e 3 A, 3 B Scuola Primaria “A. Forti” IC 15 – Verona